██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Jean-Baptiste de Lamarck
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Jean-Baptiste Lamarck, il cui nome completo era Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet cavaliere di Lamarck ed è italianizzato talvolta come Giambattista de Lamarckcite-ref-1[1] (Bazentin-le-Petit, 1º agosto 1744 – Parigi, 18 dicembre 1829), è stato un naturalista, zoologo, botanico ed enciclopedista francese.
Introdusse verso la fine del mwcqXVIII secolo il termine "mwcgbiologia" ed elaborò la prima teoria dell'mwcwevoluzione degli organismi viventi basata sull'mwdaadattamento e sulla mwdqereditarietà dei caratteri acquisiti, conosciuta come mwdglamarckismo.cite-ref-2[2]
Contents
• Opere
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
Partecipò alla mwfgGuerra dei sette anni nell'armata al comando del duca de Broglie. Rientrato in Francia, si stabilì a mwfwParigi, dove si dedicò allo studio della mwgabiologia, della mwgqmeteorologia e della mwggbotanica. Dopo aver abbandonato gli studi in medicina, si dedicò allo studio della botanica sotto la supervisione di mwgwBernard de Jussieu. Cominciò a farsi conoscere col catalogo descrittivo mwhaLa flore française, compilato con un metodo da lui introdotto. Fece quindi un viaggio attraverso l'Europa come accompagnatore del figlio di mwhqBuffon. Al ritorno lavorò alla mwhgEncyclopédie methodique, continuando il lavoro di mwhwDiderot e mwiad'Alembert.
Ebbe poi la cattedra di "mwigzoologia dei mwiwvermi e degli mwjainsetti", diventata poi "zoologia degli mwjqinvertebrati", al mwjgmwjwMuséum national d'histoire naturelle. Da allora concentrò i suoi interessi sulla zoologia, dedicandosi in particolare ai mwkamolluschi, viventi e fossili. A lui si devono il riordinamento, le divisioni e le suddivisioni degli animali, la suddivisione in mwkqvertebrati e invertebrati e i termini biologia e ambiente, di cui rese conto nella grande mwkgEncyclopédie, subentrando al posto di d'Alembert. Con mwkwCuvier fu uno dei fondatori della mwlapaleontologia.cite-ref-3[3] Durante la Prima Rivoluzione francese (1789-1799) si schierò dalla parte dei repubblicani, andando contro la nobiltà di cui faceva lui stesso parte.
Il pensiero scientifico di Lamarck si fondava su tre presupposti:
• le cause dei fenomeni vitali vanno cercate nella composizione chimica della materia vivente.
• la scienza riguarda processi continui regolati da leggi.
• la scienza persegue la causalità deterministica.cite-ref-4[4]
Morì mwowcieco e in difficoltà economiche nel mwpa1829 e venne sepolto in una mwpqfossa comune nel mwpgcimitero di Montparnasse a mwpwParigi.
Teoria dell'evoluzione biologica di Lamarck
Con la pubblicazione, nel mwsq1809, dell'opera mwsgPhilosophie zoologique, Lamarck giunse alla conclusione che gli organismi, così come si presentavano, fossero il risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni ambientali. Nel tentativo di dare una spiegazione a quella che era la prima teoria evoluzionista, egli si basò su tre idee:
• Lamwtq varietà di viventi: poche specie erano riuscite a rimanere immutate nel tempo.
• Lmwtw'mwuauso e il non uso degli organi (arti, ...): le specie avevano con il tempo sviluppato gli organi del loro corpo che permettevano di sopravvivere adattandosi all'ambiente. Per spiegare questa idea ricorse all'esempio delle giraffe: in un primo momento, secondo Lamarck, sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto; queste ultime, per lo sforzo fatto per arrivare ai rami più alti, sarebbero riuscite a sviluppare collo e zampe anteriori e quindi ad avere organi adatti alle circostanze. Per converso, il non-uso di determinati organi portava alla loro perdita.
• Lmwug'mwuwereditarietà dei caratteri acquisiti per uso e disuso: le specie trasmettevano ai discendenti i caratteri acquisiti (il collo e le zampe più lunghi nel caso delle giraffe).
Elabora due teorie evoluzionistiche: l'evoluzione stessa si evolve.
mwvgEvoluzione I: è valida per gli organismi più semplici fino alla mwvwtenia. Viene affrontata passivamente. Qualsiasi modificazione ambientale determina cambiamenti fisiologici e poi anatomici. I discendenti ricevono alla nascita le modificazioni acquisite dai genitori.
mwwqEvoluzione II: è valida dalla pulce in su e viene affrontata attivamente. Qualsiasi modificazione ambientale provoca un cambiamento dei bisogni vitali, in particolare quelli alimentari, e in seguito cambiamenti comportamentali. Di conseguenza c'è una modificazione fisio-anatomica che porta ad una modificazione comportamentale, dei bisogni, per poi tornare all'ambiente stesso.
L'evoluzionismo successivo ha abbandonato la teoria lamarckiana per quanto riguarda l'ereditarietà dei caratteri acquisiti: lo sviluppo della mwwwgenetica e della mwxagenomica ha permesso di comprendere che gli adattamenti conseguiti da un mwxqorganismo nel corso della sua vita non si possono mwxgtrasmettere ereditariamente, a meno che non modifichino il patrimonio genetico dell'individuo che sarà poi trasmesso alla progenie. Questo è impossibile per gli organismi pluricellulari a mwxwriproduzione sessuata, tuttavia per un ristretto gruppo di organismi, soprattutto mwyamicrorganismi, che si riproducono per mwyqriproduzione asessuata e quindi possono più facilmente trasferire le proprie modificazioni alla progenie, la teoria può considerarsi valida. Ad oggi le teorie di Lamarck stanno avendo nuova luce sotto l'insegna dell'mwygepigenetica.
Lamarck fu il primo scienziato a propugnare una teoria evoluzionista empiricamente controllabile che affermava la mutazione delle specie nel corso del tempo (idea che sarà ripresa da mwzaCharles Darwin). In questo modo Lamarck portò la biologia fuori dal mwzwcreazionismo e fondò una dinamica della storia della natura.
Opere
• mwaw(FR) Recherches sur les causes des principaux faits physiques, vol. 1, Milano, Luigi Veladini, 1795.
Note
cite-note-11. ↑ mwdamwdqVittorio Vialli, mwdgLezioni di paleontologia generale e invertebrati, Bologna, Pitagora editrice, 1985, p.mwdw 16, mweaISBNmweq 978-88-37-10102-2.
cite-note-22. ↑ mwfgR. Bange, P. Corsi, mwfwmwgaChronologie de la vie de Jean-Baptiste Lamarck, in mwgqop. cit.. mwggURL consultato il 28 dicembre 2009 mwgw(archiviato dall'mwhaurl originale il 12 aprile 2013).
cite-note-33. ↑ Goulver Laurent, mwiaCuvier et Lamarck fondateurs de la paleontologie, in AA.VV., mwiqLamarck e il Lamarckismo: Atti Del Convegno: Napoli, 1–3 Dicembre 1988, Napoli, La città del Sole, 1995, pp. 143-181 - ISBN 88-86521-05-7
cite-note-44. ↑ A. La Vergata, mwjgIl lamarckismo fra riduzionismo e meliorismo sociale, La città del Sole, Napoli, 1995 - ISBN 88-86521-05-7
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Jean-Baptiste de Lamarck
• Wikisource contiene una pagina in lingua inglese dedicata a Jean-Baptiste de Lamarck
• Wikiquote contiene citazioni di o su Jean-Baptiste de Lamarck
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jean-Baptiste de Lamarck
• Wikispecies contiene informazioni su Jean-Baptiste de Lamarck
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itLamarck, Jean-Baptiste-Pierre-Antoine de Monet chevalier de, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-filosofia-2009Lamarck, Jean-Baptiste-Pierre-Antoine de Monet, chevalier de, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefdizionario-di-filosofia-lamarck-jean-baptiste-pierre-antoine-de-monet-chevalier-de-res-9efb435a-a045-11e1-9b2f-d5ce3506d72eJean-Baptiste de Lamarck, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefsapere-itLamarck, Jean-Baptiste-Pierre-Antoine de Monet de-, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Richard W. Burkhardt, Jean-Baptiste Lamarck, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbiographies-of-the-entomologists-of-the-world(EN) Jean-Baptiste de Lamarck, su Biographies of the Entomologists of the World, Senckenberg Deutsches Entomologisches Institut.
• citerefmlolOpere di Jean-Baptiste de Lamarck / Jean-Baptiste de Lamarck (altra versione) / Jean-Baptiste de Lamarck (altra versione) / Jean-Baptiste de Lamarck (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Jean-Baptiste de Lamarck, su Open Library, Internet Archive.
• mwog(FR) mwowŒuvres et rayonnement de Jean-Baptiste Lamarck, creato da mwpaPietro Corsi (Università di Oxford) e diretto dal mwpqCNRS (CRHST – Parigi).